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Tra il verde dei monti e il giallo oro del miele: dal monte Catria alla mieleria di San Lorenzo

IMG 20180609 WA0006Martedì 5 giugno è stata una bella giornata alla scoperta delle bellezze del nostro territorio  montano del massiccio del Catria,  a cui si è unita anche tanta “dolcezza” per la visita alla “Mielieria di San Lorenzo”. Un’esperienza veramente formativa per noi ragazzi della 2° E e per le classi 1° E e 1° A del settore enogastronomico,  la conclusione di un percorso multidisciplinare ideato dal prof. Ubaldo Landi e dalla prof.ssa Anna Russo all’interno della progettazione di classe e ringraziamo per questo i nostri insegnanti che ci hanno accompagnato (oltre ai docenti nominati sopra, le prof.sse Pettinari, Manti, Lucchetti e il prof. Sberlati) e hanno organizzato questo momento di vera crescita.

Ecco i nostri ricordi, le nostre impressioni…

In mattinata arriviamo a Buonconsiglio, una piccola frazione del comune di Frontone dove il tempo sembra essersi fermato e la quiete e il silenzio della natura ti avvolgono completamente. Qui cominciamo il nostro percorso naturalistico. Anche se le condizioni meteo non sono delle migliori, decidiamo di proseguire  per intraprendere la nostra escursione per raggiungere l’Eremo della Madonna dell’Acqua  Nera, un santuario situato a 722 m di altitudine, alle pendici del Monte Acuto (appartenente al massiccio del Monte Catria) e a circa 3,5 km dalla frazione di Buonconsiglio. Abbiamo deciso di salire insieme alla nostra guida Patrizia per l’antica stradina, quasi un sentiero, che per secoli è stata l’unica via per l’eremo; è più corta, ma più ripida. Lungo la stradina si trovano le stazioni della Via Crucis che viene usata ogni anno per la processione dell’8 settembre in occasione della festa della Natività della Madonna. Trovato l’imbocco per il sentiero, nascosto tra la vegetazione che attraversa un torrente, abbiamo proseguito per il bosco.
Il luogo è completamente immerso nella natura e si percepisce una sensazione di enorme tranquillità.  La vegetazione è molto ricca sia di specie arboree che arbustive ed erbacee. Tanti i profumi del bosco e tanti i colori e le sfumature di verde interrotte ogni tanto da bellissime macchie di giallo delle ginestre; oltre a specie come il leccio e il carpino nero ci sono anche  specie mediterranee. Salire è stato molto bello ma altrettanto faticoso, tanto che alcuni ragazzi non sono riusciti a terminare il percorso, pur avendocela messa tutta.
Subito dopo, stanchi ma soddisfatti per la meta raggiunta e soprattutto molto affamati, ci siamo diretti a Frontone, un piccolo borgo molto accogliente la cui storia è legata  al suo imponente castello che risale all’XI secolo. Qui ci siamo riposati, alcuni di noi hanno optato per il pranzo al sacco, altri per il ristorante.  Dopo il pranzo e una passeggiata per il centro ci siamo diretti al  monastero di Fonte Avellana, le cui origini si collocano verso il 980, quando alcuni eremiti hanno scelto di costruire le prime celle di un eremo che poi nel corso dei secoli sarebbe diventato l’attuale monastero.  La visita è iniziata dallo scriptorium, il luogo per eccellenza della trasmissione della cultura,  poi abbiamo visto la grande biblioteca contenente circa 40000 libri, la sala del capitolo (riunione) dove si leggeva all’inizio di ogni riunione un capitolo della regola di San Benedetto, dalla volta a botte per una rifrazione migliore del suono della voce, poichè l’assenza di angoli permette di sentire perfettamente anche se si parla a bassa voce. Il monaco ci ha spiegato che l’architettura romanica è funzionale e per questo ogni sala è come se avesse un’anima. Ci siamo soffermati ad osservare una porta di noce e castagno  che risale al Cinquecento con incisi due stemmi, uno rappresenta due colombe e un calice, simbolo della vita cenobitica del monastero e l’altro rappresenta una fonte d’acqua in mezzo a un bosco di noccioli, simbolo della vita eremitica. Due monaci importanti hanno vissuto all’interno del monastero: Guido D’Arezzo inventore del pentagramma e  Pier Damiani, l’inventore del contratto di mezzadria. Percorrendo un corridoio abbiamo notato tre archi: il primo, un arco a tutto sesto mentre gli altri due ogivali ovvero arabi.  Infatti i monaci spesso compivano viaggi molto lunghi e importavano così anche diversi stili architettonici. Abbiamo infine visitato la cripta e la chiesa con il grande Crocifisso.
Terminata la visita all’interno siamo andati a vedere l’orto botanico e l’antica farmacia dove è  anche possibile acquistare. Un luogo ameno e di pace che consigliamo a tutti di visitare per ritrovare se stessi, un luogo avvolto nel silenzio dove ci si può disintossicare dal frastuono delle nostre città.
Abbiamo ripreso poi il nostro cammino per l’ultima tappa: la visita alla mieleria di San Lorenzo.
Siamo stati accolti dal proprietario dell’azienda che ha fatto una breve introduzione sulla vita delle api, insetti che vivono in società e sono molto ben organizzati. Abbiamo notato le arnie, un box all’interno del quale ci sono dei piccoli telai costruiti in cera di api dove si svolge lo sviluppo della famiglia reale.
Tante le informazioni ricevute sui compiti dell’ape regina, delle api operaie e dei fuchi. Nella seconda parte della nostra visita siamo entrati nel laboratorio per osservare alcune fasi della lavorazione del miele. Per molti alunni  è stato veramente interessante, una vera scoperta capire che questi insetti non sono ostili, anzi, noi tutti, nessuno escluso, ne abbiamo gustato la dolcezza dei frutti. Il titolare ci ha fatto infine assaggiare le tante  tipologie di miele che vengono prodotte nell’azienda, tante le sfumature di giallo oro del miele a seconda delle variazioni e lo ringraziamo per la sua disponibilità, per le spiegazioni ricevute e per l’omaggio che ci ha voluto donare, una piccola confezione di miele da gustare con i nostri familiari.

Che dire in conclusione? Abbiamo trascorso una giornata all’aria aperta tra il verde  della montagna respirando l’aria del bosco, un ecosistema complesso che dobbiamo rivalutare, un’opportunità per godere delle tante bellezze naturali e per riscoprire il valore del silenzio, della tranquillità e di luoghi d’interesse storico e culturale.

Giacconi Gloria, Nicodemos  Andrea 2 E enog

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